


















Napoli, 4 giugno 2023.
Napoli aspettava questa vittoria da trent’anni, e l’ha festeggiata come nessun’altra città: per un mese intero, ancor prima di conquistarla, sfidando la scaramanzia.
Ma questa non è solo una vittoria calcistica, è un riscatto collettivo. Il turismo ha toccato cifre record, con il 95% di occupazione alberghiera a Natale e oltre un milione di visitatori. La cultura ha imposto la sua voce: Saviano ha raccontato le periferie dimenticate, Sorrentino l’icona sacra di Maradona, mentre Mare Fuori polarizzava le conversazioni del paese. La musica ha fatto lo stesso: Geolier ha riempito i palazzetti, collezionato dischi di platino e ha persino spostato un concerto per tifare la propria squadra.
Napoli non è più solo un’idea, un luogo da raccontare con cliché. È una città che si è presa il mondo, che ha mostrato orgoglio, talento e identità. Lo scudetto è stato la scintilla, ma la vera vittoria è nei volti di chi l’ha vissuto.
È l’anno di Napoli, e il suo riscatto è scritto nei colori che tingono i vicoli e il cielo.

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